Mesi fa avevo l’impressione che il mio cervello si stesse atrofizzando. È l’età, mi dicevo e mi dicevano, è normale. Probabile. In fondo, però, non ero poi così vecchia eppure mi sembrava di essere spesso un po’ a corto di concentrazione, di ricordare meno di quanto facessi prima e, a volte, di fare confusione.

Un attimo prima ricordavo tutte le mille cose che dovevo fare in un giorno o gli appuntamenti, un attimo dopo sempre più spesso dovevo fare affidamento sulle risorse che la tecnologia e la buona vecchia carta mettono a disposizione. E vabbè, direte voi, pazienza. Un alert sul telefono e via!

Ecco, appunto, l’ennesimo alert sul telefono e l’ennesima notifica. Non saranno troppe? A quanto pare sì. Infatti, numerosi studi dimostrano che lo stile di vita cui siamo abituati da un punto di vista fisico, nutrizionale e, non ultima, dell’attività cerebrale non sta facendo altro che peggiorare le performance del nostro organo più importante.

Già, la questione non riguarda solo me, a quanto pare. Dagli anni ’30 il QI in tutto il mondo è aumentato in gran parte grazie a migliori condizioni di vita, una migliore alimentazione e istruzione. Ma gli scienziati ora stanno sollevando preoccupazioni sul fatto che nell’ultimo decennio i punteggi del QI non solo si sono solo stabilizzati, ma sono addirittura diminuiti, e la nostra intelligenza collettiva è scesa di un punto QI negli ultimi 50 anni.

Quindi. Cosa puoi fare per salvaguardare il tuo cervello?

Riduci drasticamente le notifiche dello smartphone

Alcune persone si sentono orgogliose del fatto che siano in grado di leggere un libro durante lo spostamento casa-lavoro (per chi va in ufficio) e ascoltare un podcast mentre contemporaneamente controllano le e-mail, o si aggiornano sulle ultime notizie. Ma non c’è niente di cui essere orgogliosi. In realtà questo comportamento non fa altro che sovraccaricare il nostro povero cervello che si trova a consumare una quantità di informazioni spropositata ogni giorno.

La soluzione?

Elimina le cose inutili come notifiche push dai social media o dai siti di notizie, gossip e altre cose che non hanno nulla a che fare con te.
Impara a stare in silenzio il più spesso possibile. La quiete e il silenzio calmano la mente, il corpo e l’anima. Periodi regolari di silenzio sono l’unico rimedio al nostro eccessivo consumo di contenuti.

L’ho fatto mesi fa, ho nascosto le icone dei messaggi e di whatsapp, ho spento tutte le notifiche push di qualunque cosa in modo da essere io a decidere se e quando aprire un social network e quanto tempo dedicarci. Ma, soprattutto, per eliminare momenti di distrazione. E funziona. Quello che faccio lo faccio più velocemente e con più gusto, mi godo l’attività cui mi sto dedicando in quel momento e le dedico la mia completa attenzione. E sì, fa molto bene.

Fai movimento

Croce e delizia, per quanto mi riguarda. Fare sport è bellissimo, ma richiede tempo e, soprattutto, specie all’inizio, è necessario mettere al bando la pigrizia.

Da quando molti di noi lavorano da casa, poi, l’assenza di movimento è diventata quasi uno standard. Ci sono persone che mangiano, dormono e lavorano dallo stesso posto, letto o divano che sia. E questo è assolutamente deleterio. Sappiamo tutti quanto l’inattività sia pericolosa per la salute. Infatti, è direttamente collegata a malattie cardiache, obesità, depressione, demenza e persino al cancro.

La questione è semplice: muoversi fa bene. Punto. Il movimento rilascia endorfine che ci fanno sentire meglio, mantengono il nostro cuore sano e fanno funzionare meglio il nostro cervello.

A volte, quando sono seduta alla scrivania troppo a lungo smetto persino di respirare. Resto così, in apnea davanti al computer, non so se è capitato anche a te. Di certo non fa bene, perché una cosa del genere porta a una riduzione dell’ossigeno nel corpo e di conseguenza a pensieri confusi, affaticamento e scarsa concentrazione.

Come ho risolto?

Prenditi un cane. Scherzo, naturalmente. Anche se io dico spesso che Milù è il mio personal trainer. Che ci sia il sole o che piova, con il caldo o con il freddo lui ha bisogno di fare le sue passeggiate e, dal momento che ancora non è in grado di uscire per Milano da solo, la quantità di chilometri che percorro ogni giorno è decisamente aumentata. Il prezzo da pagare è magari un risveglio precoce al mattino, ma quel tempo di solitudine e silenzio è un vero toccasana per la mente.

Ora, magari prendersi un cane per fare una passeggiata è un tantino esagerato, perché in realtà 20-30 minuti di movimento sono tutto ciò di cui hai bisogno. Anche la famosa regola dei 10.000 passi è un ottimo obiettivo da raggiungere (per me ormai sono già 20.000 al giorno). E se stai pensando: “Non ho tempo” (perché lo so che lo stai pensando) smetti subito, sai benissimo che è solo una scusa.

Abbassa il volume degli auricolari

In questo non faccio molto testo, il rumore troppo alto mi infastidisce da sempre e che si tratti di musica non cambia molto le cose. Eppure, quando ad esempio devo scrivere qualcosa, la tentazione di alzare il volume per escludere tutti i rumori di fondo dell’ambiente circostante è molto forte.

In realtà, però, tenere il volume delle cuffie, o degli auricolari, troppo alto non fa affatto bene al nostro cervello. Infatti, quando le tue orecchie si abituano a un certo volume, ne vorranno uno sempre più alto con conseguenze potenzialmente anche gravi sull’udito.

Come faccio a capire qual è il volume corretto?

Headphonesty suggerisce un test molto semplice: togli le cuffie durante l’ascolto e tienile a distanza di un braccio. Se riesci ancora a sentire la musica, abbassala e ripeti la prova. Questo è un buon modo per tenere sotto controllo il volume e proteggere le tue tue orecchie oltre, naturalmente, a prenderti delle pause dall’ascolto e tornare ad una situazione di silenzio, come dicevamo poco fa.

Fai meno, fallo meglio

A quanto pare, negli ultimi anni l’essere multitasking sembra una delle caratteristiche più desiderabili nel profilo di un collaboratore. Terribile. Essere multitasking, infatti, non significa altro che ridurre la concentrazione un’interruzione alla volta. Perché? Semplice: non siamo programmati per fare due cose bene nello stesso momento, solo i computer lo sono. E gli esseri umani, almeno al momento, non sono computer.

Prima di trasformarti in un distratto cronico, dunque, abbandona questa orribile pratica che, per di più, danneggia irrimediabilmente il tuo cervello anche a livello fisico. Una ricerca condotta dal Prof. Clifford Nass, della Stanford University, ha rilevato, tra le altre cose, che le persone multitasking hanno meno densità nella corteccia cingolata anteriore, una regione responsabile dell’empatia e del controllo cognitivo ed emotivo. Un bel problemino, direi.

Come uscirne?

Less is more. Hai presente quella to do list infinita di cose che ti porta automaticamente a volerne fare almeno due, quando non anche tre, contemporaneamente, per il timore di non riuscire a completare tutto entro sera? Ecco, magari è giunto il momento di riconsiderarla.

Accorcia la lista e mantieni solo ciò che conta. Fidati, imparare a dare priorità e importanza alle cose è uno dei modi migliori di rimettere in moto il cervello e di consentirgli di lavorare in modo giusto. Una volta fatto, una volta sfrondata quella maledetta lista, non sentirai più la pressione di fare dieci cose diverse contemporaneamente.
E nel momento stesso in cui questa pressione viene sollevata, anche la tua concentrazione e la tua creatività aumentano portando a risultati migliori in meno tempo.

Occhio allo zucchero

È ovunque, accidenti. Ovunque. Non esistono praticamente cibi trasformati che non ne contengano e il motivo è semplice: crea dipendenza e aiuta a vendere di più.

Ma consumarne in modo eccessivo può portare a un picco dei livelli di zucchero nel sangue e creare schemi di flusso sanguigno anomali nel cervello. L’eccessivo consumo di zucchero può anche portare a stress ossidativo che a sua volta porta a stati d’animo, depressione, scarsa memoria, bassa concentrazione e pensiero più lento.

In pratica sentirai che il tuo cervello non sta lavorando come dovrebbe e non capirai neppure il perché.

Come mantentere un accettabile livello di zuccheri?

Inizia ad abbandonare l’abitudine di “solo un cucchiaino di zucchero” (ma anche mezzo, va) e abituati ad assumere le tue bevande con il loro sapore originale. In capo a una settimana avrai dimenticato la finta dolcezza precedente e non sentirai più mancanza di quella dose di zucchero. Giuro. Un tempo non ero in grado di bere un caffè senza zucchero, oggi se ne metto anche solo una punta di cucchiaio il caffè mi risulta imbevibile. Così come il tè, per non parlare di latte, bevande vegetali o tisane.

Cerca per quanto possibile di scegliere alimenti semplici, naturali e non processati. Questo già di per sé aiuta molto a evitare zuccheri raffinati e inutili. Ah, quella bevanda gassata a pranzo meglio sostituirla con dell’acqua.

Per concludere

A un certo punto, probabilmente, ero inconsapevolmente immersa in tutte queste pessime abitudini. Ma dopo averci prestato attenzione, eliminato il superfluo e aver cominciato a prendermi cura della mia mente, mi ritrovo più produttiva, ho meno sbalzi di umore e sono mediamente più serena.

Oggi so che prendermi cura del mio cervello è una mia responsabilità, esattamente come quella di impegnarmi nel mio lavoro o nel cercare di essere una buona mamma e moglie. Tutte cose che, senza un cervello che funzioni al meglio, non posso fare.

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