L’altro ieri ero al supermercato e non ho potuto fare a meno di notare che erano già disponibili coriandoli e chiacchiere.

Ora, il 10 gennaio significa solo 4 giorni dopo l’Epifania, dove abbiamo speso dei denari per rendere felici i nostri bimbi con una bella calza della Befana. Ed è a distanza di meno di un mese dal Natale, quando abbiamo speso per acquistare i regali per le persone che ci sono care.

Carnevale sarà tra più di un mese ed è, permettetemi, una festa che dura pochi giorni e non richiede una preparazione spirituale o pratica di chissà quale levatura. Le implicazioni emotive sono ben lungi da quelle natalizie, appunto, ma soprattutto non mi pare il caso di cominciare a comprare coriandoli e chiacchiere, frappe o crostoli che di si voglia a metà gennaio.

Non abbiamo ancora digerito il panettone!

Non so, forse sarò io mal disposta, forse mi sembra che sia diventato tutto così incredibilmente veloce da rasentare il grottesco ma questa fretta di sostituire un bisogno con un altro, o di anticipare i bisogni, di crearli, questa volta mi ha davvero irritata. Un po’ come è accaduto a Novembre con il Black Friday, anche questa volta mi sono sentita un criceto nella ruota. Ed è una sensazione che non mi piace.

Non sono sicura sia questo il modo giusto di fare marketing.

Mi sembra che stiamo veramente esagerando. Far sentire le persone quasi in dovere di non restare indietro, di sostituire un momento con un altro senza neppure lasciare il tempo di aver assaporato quello ancora concluso mi pare deleterio. Ci trasforma tutti in esseri perennemente infelici, perennemente alla ricerca di qualcos’altro, della prossima cosa.

Per non parlare dell’effetto devastante che questo ha sui bambini, che per loro natura sono ovviamente tutto e subito. Noi genitori dobbiamo fare fatica doppia per proteggerli da tutto questo rumore, questo bombardamento di stimoli, per cercare di preservare la loro capacità di desiderare e, quindi, di godere di quello che poi arriva.

Cerchiamo di ragionare, di non farci prendere da questo turbinio di cose, di oggetti da avere, da possedere per forza. Proviamo a lasciar decantare, specie nei più piccoli, le emozioni per il tempo appena trascorso e di godersi l’attesa, che poi è la parte più bella di ogni cosa.

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