Di niente, in effetti. Ed è proprio questo il punto. Ieri ho avuto il piacere di ospitare un evento dedicato ad un piccolo gruppo di blogger selezionate (Raffaella di Babygreen, Sasha di Cakemania, Anna di Ecospiragli, Cristina di GoodFoodLab e Stella Bellomo), in cui le abbiamo invitate a scoprire le caratteristiche del vetro come contenitore per alimenti: tra bottiglie e vasetti abbiamo parlato di gusto, di design e di riciclo.

Ormai sono anni che lavoro con il vetro, sempre nell’ambito della comunicazione, e penso sinceramente che chiunque si avvicini a questo straordinario materiale non possa fare a meno di restarne affascinato. Personalmente, più ho imparato sul vetro e più si sono modificate le mie abitudini, specie in casa. Sono sempre stata una fissata dei vasetti di vetro, ma devo anche dire che solo dopo aver conosciuto a fondo le proprietà di inerzia e di igiene di questo materiale, l’ho scelto anche per le bottiglie dell’acqua e per tutte le altre bevande che entrano in casa.

Quando si sceglie il vetro si sceglie davvero il meglio. Non assorbe odori e sapori e non rilascia nulla a ciò che contiene, preservando non solo integro il gusto del prodotto, ma anche la salute della famiglia, elemento per me fondamentale anche come mamma. In famiglia ci siamo dotati di bellissime borracce in vetro che sono con noi ormai da anni e che ci accompagnano in casa e fuori, possono essere lavate comodamente in lavastoviglie e addirittura sterilizzate se ne sentiamo il bisogno.

Eh sì, ma il vetro si rompe ed è pesante. Per carità, è vero. Così come è vero che anche in questo senso la ricerca tecnologica ha fatto passi da gigante, consentendo di realizzare bottiglie con un grado di resistenza inalterato ma sempre più leggere. Detto questo, se si rompe una bottiglia o si rompe un vasetto poco male, lo butti nell’apposito bidone e tornerà come nuovo per un numero infinito di volte. Il vetro, infatti, può essere recuperato e avviato al riciclo e si trasforma in un contenitore nuovo senza spreco e riducendo notevolmente il dispendio di energie impiegate nella produzione. E, di conseguenza, le emissioni di CO2.

Insomma, io personalmente non ho alcun dubbio. Quando posso scegliere, scelgo il vetro.

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