Lavorare 100 ore a settimana non è virtuoso. Tutti noi pensiamo lo sia, pensiamo che più lavoriamo più siamo produttivi. Pensiamo che analizzare, studiare, soffermarci su ogni più piccolo dettaglio di quello che facciamo sia la chiave per il successo. Sono una grande fautrice dell’impegno, da brava secchiona.

Ma ho anche la sensazione che, immergerci nei numeri, nei dati, in pezzetti di informazioni come sempre più spesso si fa nella nostra vita di ogni giorno, e non parlo necessariamente solo del lavoro, ci stia facendo perdere una forma preziosa di creatività che appartiene da sempre al cervello umano: l’intuizione.

A livello di puro business, sono convinta che questo atteggiamento non solo non porti vero valore, ma sul lungo periodo bruci potenziale innovazione e quindi, potenziale denaro. Questo modus vivendi si traduce in buona sostanza nel navigare molto a vista facendo piani a breve quando non a brevissimo termine.

È vero. Ci hanno insegnato a non basarci sull’intuizione.

Ci hanno detto che può essere fallace, ed in effetti spesso è così, perché l’intuizione si poggia su tutta una serie di elementi di conoscenza che abbiamo accumulato nel tempo. Potrebbe portare con sé degli stereotipi.

Per esempio, se raramente vedo una donna ricoprire un ruolo di leadership posso automaticamente pensare, nell’incontrare una donna per la prima volta, che svolga un impiego modesto e che non ricopra un ruolo chiave. Allo stesso modo non vedendo mai un uomo al parchetto o occuparsi dei bambini posso pensare che non sia adatto a quel compito. I nostri bias, quindi, possono essere molto pericolosi quando si tratti, appunto, di valutare una persona.

Ma l’intuizione non è forse qualcosa di molto più di questo?

Pensiamo per un momento ad un fatto. La parte del cervello che ci fa “fare” le cose, che ci fa parlare, andare dal droghiere, preparare il pranzo corrisponde a due cucchiaini da tè. Quanto pesa il cervello? Circa 1 kg e mezzo. Due cucchiaini da tè è una porzione minuscola dell’intero cervello. Il resto è quella parte in grado di creare per noi. Eppure non la usiamo affatto.

Non siamo capaci di stare nel momento.

Pensiamo sempre a quello che dobbiamo o possiamo fare ma non sappiamo nemmeno il potenziale che abbiamo dentro. Il nostro mondo è fatto di obiettivi, milestones, deadline a e punti di arrivo. E non siamo più un grado di accorgerci del mondo che ci circonda. Delle informazioni sensoriali delle varie dimensioni della vita.
Dovremmo ogni giorno imporci piccoli esercizi per sentire il mondo. Per fermarci e prestare attenzione alla parte più importante del nostro cervello, in qualunque momento della giornata, ed è esattamente quello che dovremmo fare.

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