Di tennis e riunioni di lavoro. Chi è il vero perdente?

Oggi è un grande giorno. Oggi c’è il torneo di fine corso estivo di tennis al TC Portogruaro. Beh? Direte voi. Posso anche concordare, ma per una bambina di 7 anni che non gioca mai a tennis e ha fatto lezione solo questa settimana questo è un evento foriero di mille paure.
Ieri sera, tra le lacrime, abbiamo combattuto il terrore per questo avvenimento così importante e sapete cosa ho imparato? Ho imparato che la paura non sempre è collegata all’ansia da prestazione, dal timore di perdere o di deludere, ma spesso è scatenata dall’insicurezza derivante dalla scarsa conoscenza di ciò che stiamo affrontando. E questo mi ha fatto molto riflettere, perché a volte succede anche a me, e magari sarà capitato anche a te che mi stai leggendo.

Ma se la pallina cade nel mio campo e fa due rimbalzi la devo colpire? E se la colpisco perdo il punto oppure no? E se perdo il punto mi viene tolto il punto che avevo fatto prima? E se va nel verde (fuori dal campo di gioco) cosa devo fare? E come faccio a capire se la palla è dentro o fuori?
E via così, a suon di mille domande. Ho preso un foglio di carta, chissà perché carta e matita per me sono spesso e volentieri la soluzione, e ho disegnato un campo da tennis, colorando di rosso l’area safe e di verde il “fuori”. E abbiamo iniziato a valutare tutte le possibili situazioni che sarebbero potute capitare.

Studiare per essere calmi. La conoscenza placa l’ansia.

Ebbene. Piano piano, mano a mano che le informazioni fluivano e venivano assimilate, è tornata la calma. Il respiro si è placato e le lacrime hanno smesso di scendere facendo spazio ad altre domande.
Cosa ho imparato da questo? Che adulti e bambini non sono poi così diversi.

Provate a pensare alla vostra vita professionale, quali sono le situazioni in cui vi sentite più vulnerabili? Quali sono i momenti in cui avete paura, paura di sbagliare, di non essere all’altezza? A me capita quando sento di non essere sufficientemente preparata. Sono abbastanza secchiona in generale, quindi tendo a preparare sempre adeguatamente le mie riunioni, i miei incontri, ma può accadere che per mancanza di tempo o per ragioni varie questo non succeda. Ebbene, in quel caso io ho paura.

Quindi. Cercate di prendervi il tempo per studiare, in relazione al tipo di esperienza che dovete affrontare e che vi provoca ansia o paura. Armatevi di foglio e penna, lasciate perdere il computer che in questi casi crea solo confusione e disordine, e buttate giù le possibili situazioni in cui potreste trovarvi, le domande che potrebbero porvi, e abbozzate alcune possibili risposte, se ci riuscite anche più di una per ciascuna domanda.
Può darsi che non siano nemmeno quelle giuste ma vi assicuro, solo il fatto di averci riflettuto vi calmerà, vi farà sentire più sicuri e tranquilli.

Infine andate, affrontate le vostre paure e fate del vostro meglio. Come dico sempre a lei, solo che non ci prova è un perdente.

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