Stamattina mi sono svegliata nel mondo che avevo previsto ieri sera, forse un po’ peggio di quanto avessi previsto ma tutto sommato ci sono state anche delle flebili note positive. Le elezioni europee hanno sancito il successo indiscutibile della Lega e l’arretramento violento del M5S, ma anche una flebile ripresa del PD.
Ed è questo l’aspetto su cui vorrei soffermarmi. Quanto sarebbe potuta essere migliore questa ripresa se, anziché concentrare la campagna elettorale delle europee su due argomenti primari siamo uniti non vi preoccupate (siamo ancora qui, che tristezza) e attenti al lupo (Lega e M5S sono brutti e cattivi), ci fossimo fermati a respirare e ascoltare l’onda emotiva e anche profondamente razionale e ragionevole che stava attraversando frange sempre più ampie della popolazione, tipicamente quella più giovane, e ci fossimo impegnati a portarle alle urne invece che lasciarli a casa nella loro quotidianità deprivata di speranza?

C’era un tema, ed è emerso con forza nell’esito del voto in Germania e in Francia, che attendeva solo di essere affrontato e di cui ci saremmo potuti appropriare a pieno titolo: quello dell’ecologia. Quello della tutela del territorio e delle persone. Quello della tutela del futuro.
Un tema che, di questi tempi, non può non far parte dell’agenda di un grande partito come è e vuole continuare ad essere il Partito Democratico.
Ebbene, ho seguito a sufficienza il dibattito elettorale di queste ultime settimane, per poter affermare che poco si è fatto in questo senso. Troppo poco. Qualcosa è stato detto, certo, ma senza un’organicità e una forza che un momento come questo avrebbe dovuto imporre.

E mi chiedo: come mai?
Come mai non siamo stati in grado di percepire questo sentimento? Come mai siamo sempre un passo indietro, come mai siamo così approssimativi, così naif, così impreparati alle occasioni che si presentano? Per carità, io non dico certo di usare i social o gli strumenti di analisi del sentiment nel modo in cui li usano il buon Salvini o il meno buon Di Maio, però caspita, saremo ben dotati di qualche strumento di monitoraggio della rete e dei social. O no? E se anche fosse, possibile che non ci sia stato uno e dico uno in grado di alzare la manina in una delle innumerevoli riunioni che ci saranno state e dire: ehi, gente, il fenomeno Greta potrebbe portarsi dietro degli strascichi, delle opportunità, un filone da coprire, qualcosa di positivo e utile di cui dibattere. Perché, perché non è stato fatto?

Non sono un politico, non sono nemmeno un’analista politica, tuttavia sono certa che qualche punto sarebbe stato recuperato se si fosse agito su quel fronte con maggior impegno. L’ennesima opportunità sprecata. Sono i momenti in cui mi verrebbe voglia di sporcarmi le mani davvero, invece di limitarmi a offrire il mio supporto elettorale. L’ennesima giornata piena di rabbia.

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