Certo, il fatto che Tommy sia un amico ha contribuito alla mia voglia di leggere questa biografia su Sergio Marchionne. Il fatto che sia stato lo stalker di Marchionne per oltre 10 anni nel suo ruolo di giornalista ha accentuato ulteriormente la mia curiosità.

Ma quando ho iniziato a leggere il libro edito da Sperling & Kupfer non mi sarei aspettata di esserne così coinvolta, così intimamente colpita. Al di là delle valutazioni storiche sull’operato di Sergio Marchionne, che non competono a me e che non sarei in grado di formulare.

Ne emerge un ritratto in bilico.

Tra il disumano di una persona sempre in giro tra un aereo e l’altro, che dorme 3-4 ore a notte, che prende decisioni difficilissime e impopolari con un piglio da generale. E l’umanità di chi sa trovare il tempo per spedire un regalo a una bimba con un biglietto per farsi perdonare di far lavorare troppo il suo papà.

Ecco, ho trovato la scrittura di Tommaso equilibrata, poco giornalistica questa volta e lo dico come un complimento. Una scrittura calda e appassionata tanto da percepire tra le righe il sapore di un legame personale e professionale diventato qualcosa di unico e speciale.

Un legame fatto di stima e rispetto reciproci, di consapevolezza dei ruoli e dei confini.

Ma anche della capacità di trascendere questi stessi confini in nome di una buona selezione di grappa o un piatto di calamari fritti. Una lettura che consiglio a chiunque faccia impresa, anche molto più in piccolo, ovviamente. Perché insegna che ci vuole coraggio, e questo lo sappiamo, e che la sola cosa che conti è “fare una dannata differenza” ogni giorno.

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