Facebook e le persone: dalla connessione all’interferenza. In un click.

A quanto pare Facebook sta testando una nuova modalità di distribuzione dei contenuti. Non più un unico feed in cui è inserito tutto ciò che potrebbe interessarci, bensì due canali:

  • un newsfeed composto dai contenuti pubblicati dai nostri amici e dagli annunci sponsorizzati
  • un search feed per tutto il resto, dove potremo/dovremo andarci a cercare le cose che ci interessano ma che non sono supportate da un investimento media

Molto si sta dicendo rispetto al danno in termini di visibilità e traffico che questa scelta comporterebbe per i piccoli publisher che finora hanno vissuto grazie alla qualità dei contenuti pubblicati e che vedrebbero drasticamente ridotte le proprie occasioni di visibilità.

Ma l’aspetto su cui vorrei proporre la mia riflessione è un altro, ovvero il concetto di “interruzione pubblicitaria”. Facebook afferma che la sua volontà è quella di offrire all’utente un’esperienza qualitativamente migliore, con una selezione sempre più accurata dei contenuti per lui interessanti. Ora come ora mi pare che in questo senso il social network funzioni piuttosto bene e mi sembra anche che, nel flusso del feed per come è organizzato, le sponsorizzate tutto sommato non costituiscano un fastidio vero ma convivano in modo coerente con il resto dei contenuti.

Cosa accadrebbe però, mi chiedo, se le suddette sponsorizzate, quasi sempre contenuti di pagine con un dichiarato intento commerciale, si insinuassero in un newsfeed composto solo da contenuti di profili privati, quelli dei miei amici? Non si determinerà un effetto disturbante molto più accentuato, quasi che quell’annuncio andasse a interrompere una conversazione privata?

Mi immagino la scena di un gruppo di amici davanti a uno spritz al bar, mentre chiacchierano del più e del meno. All’improvviso il cameriere toglie i bicchieri e li costringe a guardare un annuncio pubblicitario.

A me sembra che non stiamo parlando di una grande innovazione, ma di qualcosa che noi adulti abbiamo già sperimentato a suo tempo. Allora si chiamava pubblicità televisiva, interrompeva in modo arbitrario la visione del film o della nostra serie preferita e sai una cosa Mark? Molti di noi ne approfittavano per andare a fare pipì.

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