Ci sta che abbia sbagliato i tempi, ci sta che su alcuni punti sia veramente catastrofista e che la sua sfiducia nel genere umano raggiunga vette per me fino ad oggi impensabili. Ma non è detto che abbia tutti i torti.
Lo ammetto, non è la classica lettura estiva da ombrellone ma è esattamente lì che ho affrontato questo libro di Attali, non nuovissimo ma certo non obsoleto. L’iperimpero paventato dal buon Jacques spaventa e affascina insieme. Basterebbe poco, infatti, per trasformarlo dal mostro violento e individualista quale lui lo immagina, in un quadro di perfezione che non riusciamo neppure a figurarci.

Basterebbe pochissimo, ma servirebbe moltissimo. Servirebbe cambiare noi stessi.
Se volete planare dall’alto con una visuale più ampia sul nostro presente, sui cicli da cui è derivato e provare a capire la direzione che stiamo prendendo come pianeta e come esseri umani vi consiglio caldamente la lettura di questo libro. Magari in compagnia di un pezzo di cioccolato per tirarvi su di tanto in tanto.

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