Ci sono cose che tendi a rimandare, lo so. Sei una mamma, sei una lavoratrice e il tempo a disposizione non è mai sufficiente. La tua to do list ha sempre qualche riga in più di quelle che riesci a spuntare come cose fatte. E per quella manicure di cui avresti bisogno non sembra esserci spazio, per quel taglio di capelli che vorresti provare o per coprire quella fastidiosa ricrescita ci vogliono almeno 3 ore dal tuo parrucchiere. Ma chi le ha 3 ore?

Scrivo con il computer sulle ginocchia dal salone del mio parrucchiere, mentre lui mi prende in giro perché le mie mani volano veloci sui tasti. Sì, è giovedì pomeriggio, sono le 15:21 e sono dal parrucchiere. Sono dal parrucchiere perché oggi ho deciso che il valore del tempo per me è superiore al suo costo in termini di cose lasciate indietro.

E ha valore non solo perché finalmente non vedrò più quegli orribili capelli bianchi, ma perché in questo tempo posso riflettere senza il telefono che squilla, progettare i prossimi passi, le future azioni. E farlo a mente fredda, in solitudine, con i pensieri non interrotti dalle mille distrazioni che ho normalmente in ufficio. Il tempo per pensare. Ecco a cosa serve, almeno per me, il tempo per me. Lo so, non è poetico, nulla a che vedere con il recupero della propria dimensione personale, della propria femminilità e bla bla bla. Sì, tutto bello e interessante, ma per chi fa il nostro lavoro quella, diciamo così, è una vanity metric che ci fa piacere. Non è un asset fondamentale, un piacevole skill sì, ma nulla di più.

E quindi vi invito, se volete farvi venire qualche buona idea, se volete avere uno sguardo più limpido sul da farsi, e mettere davvero la testa a posto, a farvi un giro dal parrucchiere. Il business ringrazierà.

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